Insieme a Guido Sardella coordinatore Riserva naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi, ornitologo ASOER (Associazione Ornitologi Emilia Romagna) e ad un gruppo di soci abbiamo trascorso due giornate dedicate all’aquila reale (Aquila chrysaetos) per imparare a conoscerla e riconoscerla insieme agli altri principali rapaci diurni: i voli, la caccia e le prede, le esigenze ambientali.

Tutti molto interessati e disponbili nell’aiutarci prossimamente nel monitorare con uscite mirate la presenza dell’aquila in alta Val Taro.

Foto di gruppo

Sabato abbiamo sfruttato le ore più calde per tentare delle osservazioni dirette dove abbiamo osservato poiane (Buteo buteo) ma anche una femmina di capriolo, l’aquila purtroppo non si è fatta vedere.

Femmina di capriolo osservata sabato
Poiana osservata sabato

Prima di cena Guido ha fatto un’interessante presentazione sull’aquila spiegando biologia, etologia, ambienti di caccia, periodo di nidificazione, e le principali differenze dagli altri rapaci per permetterci di riconoscerla con sicurezza.

Domenica accompagnati da un tempo soleggiato e temperature primaverili abbiamo attraversando castagneti e poi faggete siamo arrivati e sul monte Carignone uno dei punti più panoramici dell’alta val Taro ed idonei agli avvistamenti di rapaci.

Escursione di domenica
In appostamento sul monte Carignone
Sotto le rocce abbiamo rinvenuto oltre una penna caudale anche una remigante primaria di aquila reale Aquila chrysaetos (in foto)
Escursione di domenica
Una capra inselvatichita sul monte Cavallino

Davvero l’unica pecca di questi due giorni è stato il mancato avvistamento di aquile, che abbiamo osservato in molte altre occasioni.

A maggior motivo un workshop da ripetere, non solo per formare nuovi volontari ma anche per riuscire ad avvistare la regina del cielo.

Uno scatto di qualche giorno prima del workshop, individuo subadulto (foto daniele ecotti)

Uno scatto di qualche giorno prima del workshop, individuo adulto (foto daniele ecotti)