Recentemente la stampa locale trentina ha riportato notizie relative a presunti episodi di aggressione da parte di grandi carnivori in Trentino. Tra questi, il recente caso di una persona che dichiara di essere stata ferita al naso da un lupo in un parco di Rovereto, per il quale la Provincia ha già precisato che non esiste alcun elemento utile ad attribuire le ferite ad un lupo; i graffi ad una donna in Val di Rabbi, anch’essi riconducibili al lupo secondo il racconto della persona coinvolta e, andando indietro nel tempo, il presunto attacco di un orso nel Bleggio, episodio per il quale non sono mai emersi riscontri oggettivi.
Si tratta di episodi estremamente delicati, che richiederebbero un approccio rigoroso, fondato su verifiche puntuali, analisi tecniche e riscontri oggettivi. Al contrario, assistiamo ancora una volta alla diffusione di notizie prive di adeguata validazione, basate esclusivamente sulle dichiarazioni delle persone coinvolte e rilanciate con toni allarmistici, senza verifiche fattuali e senza il necessario approfondimento scientifico e istituzionale.Raccontare una presunta aggressione da lupo utilizzando titoli roboanti senza evidenze certe non è solo scorretto: è irresponsabile. In assenza di verifiche ufficiali, genetiche, veterinarie o forensi, ogni attribuzione di responsabilità rappresenta una forzatura che rischia di distorcere la percezione pubblica.
Questo tipo di narrazione contribuisce ad alimentare paura e tensione sociale, compromettendo un dibattito che dovrebbe invece basarsi su dati, competenze e responsabilità. Ci si chiede quindi se ci si trovi di fronte all’ennesima costruzione mediatica utile a generare attenzione creando ingiustificato allarmismo tra i cittadini, oppure se alcune testate siano ancora in grado di affrontare il tema della convivenza con lupo e orso con il rigore e la serietà che esso richiede.
La convivenza con i grandi carnivori è una sfida complessa, proprio per questo motivo, ogni informazione diffusa al pubblico dovrebbe essere verificata, contestualizzata e supportata da evidenze scientifiche, evitando semplificazioni e notizie riportate in maniera superficiale senza i dovuti approfondimenti.
Rivolgiamo un appello alla responsabilità a tutti gli attori coinvolti affinché si ristabilisca il dovuto rigore nella comunicazione pubblica su questi temi, a conferma che, piuttosto che i grandi carnivori, oggi il vero fenomeno fuori controllo è la comunicazione sul tema.
In assenza di tale responsabilità, e di fronte al reiterarsi di episodi di informazione distorta e priva di fondamento, ci riserviamo di valutare ogni opportuna azione, anche nelle sedi competenti e presso l’Ordine dei Giornalisti, a tutela di un’informazione corretta verso la comunità.
Comunicato a firma delle Associazioni ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo APS, LAV Trentino, LIPU sezione di Trento, WWF Trentino Alto Adige/ Südtirol.
Foto di Alessandro Barbieri

