Negli ultimi giorni, un fatto avvenuto nei Paesi Bassi ha destato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica europei: Il 30 luglio, nei pressi della Piramide di Austerlitz, nella regione di Utrecht, una delle zone con maggiore presenza di visitatori e turisti in Olanda, un lupo ha morso un bambino, cercando poi di trascinarlo via.
Grazie all’intervento di alcuni adulti, la vittima ha fortunatamente riportato solo ferite lievi, ma quanto accaduto ha sollevato domande urgenti sul comportamento di questo esemplare e sulle misure da adottare per garantire la coesistenza con la specie. Il lupo responsabile dell’incidente è stato identificato come GW3237m, anche detto “Bram”, un maschio già resosi responsabile in passato di diverse interazioni con essere umani. Non è certo l’anno di nascita del lupo in questione, ma secondo gli esperti potrebbe collocarsi tra il 2020 e il 2022. Ciò che invece appare confermata è la sua origine: la parte settentrionale della Veluwe, nei Paesi Bassi. I suoi genitori rappresentano una pietra miliare nella storia recente della fauna olandese, essendo stati, nel 2019, la prima coppia di lupi a stabilirsi nei Paesi Bassi dopo oltre un secolo di assenza. Il maschio proveniva dal nord della Germania, nei pressi di Hannover, mentre la femmina era nata nell’est del Paese, vicino al confine con la Polonia. La coppia si è stabilita nei pressi di Apeldoorn, dove ha avuto oltre trenta cuccioli nel corso degli anni e GW3237m è uno di questi. Le prime tracce della sua esistenza risalgono all’aprile 2023, quando i ricercatori ne hanno identificato il DNA su una carcassa nei pressi di Rozendaal, in Gelderland, un’area al di fuori del territorio abituale del suo branco di nascita. Poche settimane dopo, l’animale ha attaccato un gregge di pecore a Opheusden, a circa 25 chilometri di distanza in linea d’aria. I ricercatori hanno interpretato questi spostamenti come parte del processo naturale di dispersione giovanile, che porta i giovani lupi, solitamente tra uno e due anni di età, a lasciare il branco di origine alla ricerca di un proprio territorio. Il cammino di GW3237m lo ha infine portato nell’area dell’Utrechtse Heuvelrug, dove la sua presenza è stata documentata per la prima volta nel maggio 2023. Qui, all’inizio del 2024, ha incontrato una femmina con la quale si è stabilito e ha formato il suo branco, riproducendosi nel corso del 2025. Durante questo periodo il lupo è sopravvissuto ad una collisione con un autoveicolo, la prima causa di mortalità della specie in Olanda. Fin dai primi avvistamenti, GW3237m ha manifestato un comportamento insolito per un lupo selvatico, tra cui un forte interesse verso i cani e una progressiva riduzione della paura innata nei confronti degli esseri umani. I segnali di allarme si sono intensificati nel corso del 2024, quando Il lupo si è reso protagonista di alcuni episodi di aggressione, dapprima predando un cane libero in passeggiata, in seguito avvicinandosi troppo frequentemente alle persone e mordendo almeno in due occasioni, prima dell’incidente del 30 luglio 2025. Alla luce di questi episodi, le autorità hanno emesso un decreto di rimozione con abbattimento che è stato successivamente bloccato dal ricorso di alcune associazioni animaliste locali. Quello che si è verificato con GW3237m è un esempio di comportamento audace, tipico di un cosiddetto bold wolf. Nei lupi, questo comportamento è estremamente raro, ma può emergere in contesti particolari.È plausibile ipotizzare che il comportamento del lupo GW3237m sia il risultato di una combinazione di fattori ambientali e interazioni ripetute con l’essere umano. Fin dalla giovane età, il lupo ha frequentato aree ad alta densità umana, dove la presenza costante di persone e una gestione non sempre rigorosa dei rifiuti possono aver favorito un processo di abituazione. Non si può escludere che abbia ricevuto cibo in modo diretto o indiretto, associando così l’uomo a una fonte alimentare. Inoltre, in assenza di esperienze negative o deterrenti, è possibile che non abbia sviluppato un adeguato senso di cautela nei confronti dell’uomo. Inoltre il suo interesse verso i cani e l’alta frequentazione dell’area da parte di cani in passeggiata, talvolta anche senza guinzaglio, potrebbe aver influito sul suo comportamento. Tutto ciò potrebbe aver contribuito a un progressivo superamento della normale soglia di diffidenza, sfociando infine in comportamenti anomali e rischiosi.
Un giovane lupo viene nutrito per essere fotografato nel parco Hoge Veluwe nei Paesi Bassi (2022)
Quando un lupo manifesta comportamenti anomali e un’eccessiva confidenza verso l’uomo, come accaduto con GW3237m ben prima dell’aggressione al bambino, un intervento tempestivo da parte delle autorità non è soltanto giustificato, ma assolutamente necessario. È importante sottolineare che la rimozione di un lupo dall’ambiente naturale, attraverso cattura o abbattimento, non è mai una decisione da prendere alla leggera. Tuttavia, quando un individuo diventa potenzialmente pericoloso per l’essere umano, un mancato intervento rischia di minare l’intera credibilità dei programmi di conservazione. È infatti proprio la fiducia dell’opinione pubblica a rappresentare uno degli elementi chiave per la protezione a lungo termine della specie. Un singolo incidente, se non gestito con trasparenza e responsabilità, può alimentare paura, ostilità e richieste generalizzate di abbattimento, che possono compromettere decenni di sforzi per la coesistenza a danno dell’intera specie. Questo episodio, per quanto grave, non deve spingere a demonizzare la presenza del lupo nei territori europei ma, al contrario, deve diventare un’occasione per chiarire un concetto fondamentale della conservazione: la tutela della specie non coincide con la protezione assoluta di ogni singolo individuo. In natura, la conservazione si basa sul mantenimento di popolazioni sane, funzionali e ben integrate nell’ambiente. Quando un individuo si comporta in modo anomalo, con un impatto sulla sicurezza degli essere umani, rappresenta un’eccezione da gestire in funzione della salute complessiva della popolazione e della sostenibilità del rapporto tra lupi e comunità umane. Conservare il lupo significa dunque anche essere in grado di intervenire quando qualcosa va storto, agendo con responsabilità e prontezza. Significa promuovere comportamenti corretti tra i cittadini, evitare l’eccessiva spettacolarizzazione della fauna, e rifiutare narrazioni romantiche o antropomorfizzanti che possono portare le persone ad avvicinare agli animali selvatici come fossero domestici.
I lupi non sono né mostri da temere né mascotte da avvicinare. Sono predatori selvatici, con un ruolo ecologico essenziale e con dinamiche comportamentali che vanno comprese, rispettate e, se necessario, correttamente gestite. L’equilibrio è fragile, e la convivenza richiede attenzione, competenza e responsabilità. Riconoscere gli errori, imparare da essi e agire con lucidità è il modo migliore per assicurare al contempo la nostra sicurezza e un futuro duraturo alla specie.
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Un ringraziamento speciale agli amici del Werkgroep Wolf Nederland per il supporto e le informazioni fornite.

