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Il declassamento del lupo ora contestato presso la Corte europea

giovedì 20 Febbraio 2025

giovedì 20 Febbraio 2025

Apprendiamo che nella giornata di ieri il ricorso legale dinanzi al Tribunale dell’Unione Europea è stato accettato: cinque Associazioni chiedono l’annullamento legale della decisione del Consiglio dell’UE, mentre sono disponibili nuove prove scientifiche, finanziate dall’UE, contro il declassamento del lupo.

Inizia l’iter del ricorso al Tribunale dell’Unione Europea sul declassamento del lupo (Canis lupus) presentato da cinque Associazioni – Green Impact (Italia), Earth (Italia), Nagy Tavak (Ungheria), LNDC Animal Protection (Italia), One Voice (Strasbourg, Francia). La mancanza di supporto scientifico al declassamento del lupo è stata riscontrata anche da un Rapporto scientifico su ecologia e genetica dei grandi carnivori, appena pubblicato e finanziato dall’Unione Europea.
Parte l’iter del ricorso presentato da cinque Associazioni al Tribunale dell’Unione Europea per l’annullamento della Decisione del Consiglio UE e atti successivi alla Convenzione di Berna sul declassamento del lupo (Canis lupus).
I motivi presentati nel ricorso sono sintetizzati nell’informativa pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in plurime lingue e disponibile al seguente link.

Tra questi:
• Sottovalutazione di una serie di rapporti di rilevanza internazionale, anche prodotti da enti accademici – i quali indicano che la popolazione di lupi in Europa non sia al riparo da rischi significativi.
• Il Consiglio UE ha deciso di proporre alla Convenzione di Berna il downlisting (declassamento) del lupo grigio (Canis lupus), richiamando i medesimi dati scientifici che, nel 2022, avevano condotto l’Unione Europea a votare in senso contrario a una proposta analoga avanzata dalla Svizzera.
• Violazione dei principi di proporzionalità e precauzione, eccesso o sviamento di potere, difetto di istruttoria con riferimento all’inosservanza del principio della «best available science», nonché violazione dei principi espressi dalla Corte di Giustizia circa le deroghe al regime di protezione del lupo comune.
• Violazione dei principi della normativa EU Habitat relativa alla necessità di assicurare una «stato di conservazione soddisfacente della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale.
• La decisione impugnata si pone anche in contrasto con le Linee guida stabilite dalla Raccomandazione n. 56 (1997) adottata dal Comitato Permanente della Convenzione di Berna. Tale Raccomandazione prevede che le modifiche agli Allegati I e II della Convenzione debbano essere effettuate in maniera coerente e fondata sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili.

Le Associazioni dichiarano ‘una grande soddisfazione per poter essere in grado di discutere il ricorso contro il declassamento della protezione del lupo davanti al Tribunale dell’Unione Europea’.

Qualora il processo davanti al Tribunale dell’UE dovesse concludersi con l’annullamento della Decisione del 2024 del Consiglio UE sul declassamento del lupo, tale annullamento avrebbe un diretto impatto sulla Proposta dell’UE presentata successivamente alla Convenzione di Berna nel dicembre dello scorso anno, svuotandola così di valenza ed efficacia.

Le Associazioni richiamano inoltre l’attenzione sulla recentissima pubblicazione di un ulteriore rapporto scientifico (2025, Sviluppo di una metodologia per la definizione dei Valori di Riferimento Favorevoli per i grandi carnivori in Europa) che dimostra ancora una volta l’assenza di base scientifica della decisione sul declassamento del lupo; il Rapporto è stato commissionato dalla stessa Commissione Europea nel 2023 e pubblicato solo pochi giorni fa. Il Rapporto mira a sviluppare nuove linee guida europee per la definizione dei Valori di Riferimento Favorevoli (FRVs), necessari per valutare lo Stato di Conservazione Favorevole (FCS) delle specie selvatiche nel contesto specifico dei grandi carnivori (orso bruno, lince eurasiatica, lupo, ghiottone, sciacallo dorato). In riferimento al lupo – il Rapporto richiama la recente letteratura scientifica che indica (Mergeay et al, 2024) di introdurre nuovi parametri legati all’ecologia e alla genetica – per poter valutare l’effettiva dimensione delle popolazioni di lupi presenti in Europa e la loro conservazione del lungo periodo. Il Rapporto fa riferimento alle migliori metodologie scientifiche per la definizione del valore FVR che attualmente suggeriscono che almeno la metà delle popolazioni europee di lupo sono caratterizzate da un’insufficiente diversità genetica – tra queste in particolare quelle Scandinave, Iberiche e Italiane. Il target della conservazione della diversità genetica rientra anche negli impegni sottoscritti dall’Unione Europea nell’ambito della Convenzione UN sulla Biodiversità (UN CBD) e sottoscritti nella COP di Montreal – 2022 (goal A7 target 4 Kunming- Montreal, CBD).