Domande frequenti sul lupo in Italia

Abbiamo cercato di rispondere a tutte le domande frequenti che spesso si sentono sul lupo e abbiamo cercato di farlo in modo semplice.

Questa sezione è in continuo aggiornamento e non esitare a condividere questa pagina tra i tuoi contatti o a scriverci per dirci la tua, consigliare qualche domanda da aggiungere o inviarci la tua impressione.

È vero che il lupo è tornato in Italia?
No, lupo è sempre stato presente in Italia.
Quasi ridotto all’estinzione nel secolo scorso da una vera e propria persecuzione da parte dell’uomo che poteva cacciarlo con trappole, piombo e veleno, contava allora un esiguo numero di animali, tra i 100 e i 200, distribuiti tra le aspre montagne appenniniche del centro e sud Italia. In Italia dal 1971 ne viene vietata la caccia e successivamente altri decreti legge tutelano il lupo come specie particolarmente protetta. Grazie alla protezione, all’abbondanza di prede, alla sua grande adattabilità ed al processo di dispersione tipico della specie, che porta i nuovi nati a lasciare il branco alla ricerca di nuovi compagni e territori, si è espanso in tutta la penisola fino ad arrivare sulle Alpi.
È vero che il lupo è stato "reintrodotto" da qualcuno?
No, non esiste alcun progetto di reintroduzione in natura, nè in Italia, nè in Europa. Il lupo ha fatto tutto da solo: grazie alla protezione legislativa, all’abbondanza di prede, alla sua grande adattabilità ed al processo di dispersione tipico della specie, che porta i nuovi nati a lasciare il branco alla ricerca di nuovi compagni e territori, si è espanso in tutta la penisola fino ad arrivare sulle Alpi. Durante il processo di dispersione un lupo può anche percorrere migliaia di chilometri.
È vero che esistono gli "animalisti" o progetti tipo "Life Wolf Alps" che hanno "ripopolato" le nostre montagne di lupi?
No, non esiste alcun progetto di ripopolamento o reintroduzione del lupo, nè in Italia, nè in Europa.
Il progetto Life Wolf Alps ha l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione già esistente sulle Alpi.
L’unico progetto noto di reintroduzione è quello avvenuto negli Stati Uniti, nel Parco di Yellowstone dove negli anni 90 è stato intrapreso un complesso progetto di reintroduzione che potete approfondire visitando questo link (eng).
Ho sentito dire che qui ci sono 5 lupi. Tra qualche anno diventeranno 20? 50? 100?
Il numero di lupi che compone un branco si autoregola in base alle prede disponibili sul territorio e alle risorse naturali, a causa della mortalità naturale e a causa dell’abbandono del branco da parte dei giovani alla ricerca di nuovi territori.
I branchi in Italia si attestano mediamente sui 4/6 esemplari ma durante il corso dell’anno questo numero può crescere o diminuire per molti fattori.
E' vero che i lupi in Italia pesano 50 o 60KG?
No, la popolazione di lupo italiana (Canis lupus italicus) è una sottospecie unica al mondo. Mediamente i maschi pesano dai 30/40 kg e le femmine 20/30 kg. Il recente incontro avvenuto sulle Alpi tra la popolazione italiana di lupo e quella dinarico/carpatica (Canis lupus lupus) proveniente da paesi come la Croazia e la Slovenia ha portato un importante arricchimento del patrimonio genetico della nostra sottospecie, con un leggero incremento di taglia e peso dei lupi presenti sulle Alpi Orientali, poiché la popolazione dinarico/carpatica è leggermente più grande di quella italica (maschi 40/45 kg femmine 35/40 kg).
Ma di cosa si nutre il lupo?
Il lupo è un predatore generalista ed opportunista e le sue prede d’elezione sono gli ungulati selvatici come cinghiali, cervi, caprioli, daini, camosci e mufloni. Occasionalmente, specie se non protetto adeguatamente, si può cibare di bestiame domestico, di resti alimentari di origine antropica, di carcasse e molto raramente di frutta. Il fabbisogno giornaliero di carne varia dai 3 ai 5 kg.
È vero che con la neve i lupi "scenderanno" in paese?
I lupi possono avvicinarsi ai centri abitati principalmente durante le ore notturne o crepuscolari, sia in estate che in inverno. Il nostro paese è molto antropizzato, i territori dei branchi sono molto ampi, in media dai 100 ai 200 km q. e spesso comprendono anche centri abitati.
È vero che esistono "ibridi" tra lupo e cane?
Si, lupo e cane appartengono alla stessa specie (Canis lupus) e si possono riprodurre dando origine a prole fertile, così come trasmettersi malattie. L’ibridazione tra cane e lupo minaccia l’integrità del patrimonio genetico della specie selvatica frutto di una selezione naturale avvenuta in milioni di anni introducendo nel patrimonio genetico del lupo i geni del cane che è invece il risultato di una selezione antropica avvenuta in 14.000 anni. In italia esistono dei lupi definiti ibridi, cioè che hanno all’interno del loro DNA dei geni appartenenti al cane. Questi sono presenti in alcune aree appenniniche mentre al momento non sono stati riscontrati casi di ibridazione sull’arco alpino.
È vero che questi "ibridi" sono più "confidenti con l'uomo" e quindi pericolosi?
Al momento non esistono evidenze scientifiche che possano dimostrare che un lupo nato in natura e definito “ibrido” cioè avente nel suo DNA la presenza di geni canini, si comporti in maniera differente da un lupo che risulta “puro” alle analisi genetiche.
È vero che il lupo è pericoloso per l'uomo?
Si, il lupo è potenzialmente pericoloso per l’uomo esattamente come molti altri animali, ad esempio il cervo, il cinghiale, l’ape, la zanzara, o lo stesso cane domestico. Quello che però va tenuto a mente è che il lupo evita in tutti i modi l’incontro con l’uomo, suo grande nemico nel corso dei secoli, lo teme profondamente, non lo vede come una preda ma piuttosto come una minaccia da cui stare alla larga.
È vero che il lupo è pericoloso per il mio cane?
Il lupo generalmente non vede il cane come una possibile preda ma piuttosto come un competitore. Il lupo può essere una minaccia per i cani (possono attaccarli e nutrirsene) quando questi non sono sotto il controllo dell’uomo e sono quindi lasciati liberi di vagare, randagi, tenuti alla catena o non ricoverati in posti sicuri specie nelle ore notturne. Il lupo invece non rappresenta una potenziale minaccia per tutti quei casi di cani custoditi adeguatamente e sotto il controllo del proprio proprietario.
È vero che con il ritorno del lupo non posso più andare a camminare nel bosco?
No, si può andare tranquillamente a camminare nei boschi. Il lupo vede nell’uomo una forte minaccia e tende a stare lontano e ad evitare qualsiasi incontro.
È vero che i lupi erano stati sterminati dai nostri avi?
Si, il lupo è sempre stato presente nel nostro paese e nel corso dei secoli scorsi ha subito una continua persecuzione in quanto animale ritenuto particolarmente nocivo. Per questo l’uccisione del lupo, una volta presente anche in Sicilia, era incentivata e premiata con compensi. A partire dagli anni 70 del secolo scorso, quando ormai di lupi ne restavano poco più di un centinaio alcune leggi hanno protetto il lupo portato sulla soglia dell’estinzione, impedendone l’uccisione indiscriminata e favorendo così la ripresa naturale.
È vero che alcuni lupi hanno speciali "radio-collari"? Cosa sono?
In Italia ad alcuni lupi, recuperati e riabilitati dopo incidenti o ritrovati in difficolta, o talvolta catturati con metodi non cruenti all’interno di progetti di ricerca scientifica, vengono rilasciati in natura dotati di radio collare che resta al collo dell’animale per un tempo prestabilito prima di sganciarsi automaticamente. I radio collari dotati di GPS trasmettono la posizione del lupo permettendo ai ricercatori di ottenere molti dati utili a studiare e comprenderne abitudini e comportamenti.
È vero che studiare il lupo è difficile?
Si, studiare il lupo è complesso, perché è un animale molto elusivo e sempre molto difficile da avvistare. Esistono molte tecniche non invasive di studio, come ad esempio la tracciatura delle piste su neve utile alla conta degli esemplari di un branco, le osservazioni tramite macchine fotografiche automatiche dette video/foto-trappole o le analisi su campioni biologici come escrementi o urina.
È vero che i lupi si sono mangiati tutti gli animali del mio bosco? Non se ne vedono più come prima.
Il lupo nel nostro paese è il predatore al vertice della catena alimentare, non “finisce” le sue possibili prede ma ne regola la densità, ne migliora la salute (gli animali più forti e scaltri non saranno predati trasmettendo queste caratteristiche migliorative alle generazioni future). La presenza del lupo obbliga le sue potenziali prede a cambiare abitudini ed atteggiamenti, gli animali devono essere molto più vigili e soffermarsi meno negli spazi aperti per correre meno rischi, per questo si ha l’impressione che ce ne siano meno.
È vero che il lupo mangia animali d'allevamento come le pecore o le mucche?
Il lupo non lo sa che pecore e mucche sono animali d’allevamento e da predatore molto opportunista li vede semplicemente come delle prede molto più facili da catturare rispetto a quelle selvatiche specie quando non sono attuate misure preventive. Per questo è molto importante incentivare e favorire la protezione degli animali da parte degli allevatori.
È vero che lo stato "ripaga" ai pastori gli animali d'allevamento mangiati dai lupi?
Si, in caso di predazione che deve essere accertata da personale autorizzato, sono previsti indennizzi che ripagano, in base a parametri regionali, i capi predati. E’ però importante sottolineare che l’indennizzo del danno su animali d’allevamento copre solo il valore del capo predato e non tiene in considerazione il danno “indiretto” che un attacco predatorio può causare come ad esempio la perdita di produzione di latte, aborti, animali dispersi. Inoltre spesso il pagamento degli indennizzi avviene con grandi ritardi ed in alcuni casi non è congruo al valore effettivo dei capi.
È vero che le reti elettrificate e altri mezzi di prevenzione da attacchi non servono a nulla?
No, le reti elettrificate, mobili o fisse, i cani da guardiania e la presenza del pastore, sono dei metodi efficaci per proteggere gli animali d’allevamento. Spesso utilizzati in combinazione consentono ad un allevatore di ridurre drasticamente o azzerare le predazioni anche se talvolta portano un aggravio di lavoro e costi di gestione.
È vero che i cani da guardinia come i mastini abruzzesi sono ottimi per proteggere gli animali dagli attacchi del lupo?
Si, i mastini abruzzesi o altre razze di cani da guardiania sono il miglior mezzo di prevenzione dagli attacchi da lupo e sono usati da molti secoli nel nostro paese, con una tradizione che nasce nelle regioni del centro Italia.
È vero che proteggere gli animali d'allevamento è facile ma i pastori non hanno voglia di farlo?
No, proteggere gli animali d’allevamento è un aggravio di lavoro e costi che nel contesto di un’economia come quella dell’allevamento, già in profonda crisi per tanti motivi a prescindere dal lupo, mette in difficoltà gli allevatori.
È vero che il lupo si può cacciare legalmente?
No, il lupo non è una specie cacciabile ed è altamente protetta da leggi italiane ed europee. Uccidere un lupo rappresenta un reato penale punibile anche con la reclusione, ciò nonostante sono centinaia i lupi uccisi illegalmente in Italia ogni anno.
È vero che uccidere una parte dei lupi in Italia risolverebbe il problema degli attacchi agli animali da allevamento?
No, come dimostrano le esperienze di alcuni paesi europei, dove gli abbattimenti su una percentuale definita di lupi sono già praticati da anni, le uccisioni non sono la soluzione per proteggere gli allevamenti, nè tantomeno un “calmiere sociale” per le categorie interessate dagli attacchi. Diversi studi testimoniano che abbattere i lupi su un determinato territorio non impedisca ai rimanenti di attaccare comunque gli animali domestici: le predazioni non sono mai diminuite e in alcuni casi sono talvolta aumentate evidenziando come siano gli abbattimenti stessi a far intensificare le attività di predazione su animali d’allevamento.
È vero che ogni anno si stimano circa 300 lupi uccisi illegalmente?
Si, l’ultima stima nel nostro paese parla di circa 300 lupi uccisi illegalmente ogni anno. Purtroppo però essendo il bracconaggio una pratica spesso praticata nel silenzio si ipotizza che i numeri possano essere molto più alti.
Quanti lupi ci sono in Italia? In Appennino? E nelle Alpi?
A causa della sua grande elusività e della mobilità della specie i lupi non si “contano” ma si “stimano”. In italia sono stimati tra i 1500 e i 2500 lupi, di cui 293 sulle Alpi.
Cosa devo fare se incontro un lupo?
Incontrare un lupo è raro ma non di certo impossibile, generalmente gli incontri si hanno a grandi distanze e nella maggior parte dei casi mentre ci si trova a bordo di un autoveicolo. Comportatevi come per qualsiasi incontro con un animale selvatico, mantenendo una distanza di sicurezza senza interferire o cercare di avvicinarsi. Se l’incontro vi mette a disagio e siete a piedi parlate ad alta voce o battete le mani in modo da farvi percepire dall’animale e allontanatevi lentamente. Se invece volete godervi l’incontro tenete a mente che il minimo rumore potrebbe far si che l’animale scappi immediatamente. Se incontrate un lupo o un qualsiasi altro animale selvatico e siete in auto evitate di seguirlo, la cosa migliore è fermarsi ed aspettare che l’animale si allontani dalla carreggiata.
È vero che esiste una lobby di "lupisti" che guadagna tanti soldi sul lupo e vuole la sua espansione incontrollata?
No, non esiste alcuna “lobby” legata al lupo o che ne trae giovamento economico dalla sua presenza.

Cosa è questo famoso "piano lupo" di cui spesso si parla?
Il “Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia” è un documento del ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che detta le linee guida alle regioni italiane per la conservazione e la gestione del lupo sui loro territori. L’ultima versione disponibile e approvata dalle regioni è del 2002 ed è disponibile a questo link, mentre attualmente è in discussione da parte delle regione e del ministero una nuova versione che deve essere ancora approvata.
A cosa serve il lupo? Non si stava meglio prima?
Il lupo svolge un importantissimo ruolo ecologico che nel nostro paese negli ultimi decenni stava venendo a mancare. E’ il predatore in cima alla catena alimentare e garantisce un ecosistema in equilibrio e ricco di biodiversità. Per questo la sua presenza e conservazione sono fondamentali.

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