E’ un alba di marzo di due anni fa, parto da casa che è ancora buio e con il cielo stellato.
Decido di andare a posizionarmi in cima ad un crinale, in alto, 30 minuti di auto e quasi un ora di strada a piedi ma da li avrò un’ ampia visuale e la possibilità, come già successo in passato, di riuscire ad avvistare i lupi, lupi che conosco da diversi anni grazie all’attività di ricerca e monitoraggio che svolgiamo dal 2015.

Lasciata l’auto inizio a salire piano lungo il sentiero ed anche se è ancora buio tengo la luce frontale spenta per cercare di essere il meno visibile e rumoroso possibile.

Dopo una ventina di minuti di cammino la nebbia, o meglio nuvole basse che però sortiscono lo stesso effetto, iniziano a materializzarsi davanti me.

Mi rendo conto che è inutile andare avanti per la poca visibilità e così decido di fermarmi e osservare un sentiero e dei prati molto più in basso rispetto a dove volevo andare a posizionarmi. 
So che i lupi potrebbero passare anche da li, ma da quel punto “obbligato” la visuale è davvero molto ridotta.

Pazienza, si sa in montagna la visibilità può cambiare molto velocemente.
Così mi siedo sotto un cespuglio, tiro la rete mimetica e mi copro perché fa freddo. 
Aspetto sconsolato e davvero senza nessuna aspettativa.

A circa 30 metri da me un maschio di capriolo che vedo appena per la pochssima luce e la nebbia, bruca ed ogni tanto scrocchia per rimarcare la territorialità.
La nebbia persiste e il vento soffia teso contro di me.

Mentre osservo il capriolo, penso alla sfiga, alla nebbia, al freddo e al vento che magari potrebbe aiutare a spazzare via le nuvole basse, ma anche che avrei proprio voglia di fumarmi una paglia (sigaretta).
Intanto la nebbia si è alzata, il vento ha aiutato, e il capriolo se ne è andato brontolando.
E’ appena chiaro e visto il cambio favorevole di visibilità penso a cosa fare, se andare dove volevo posizionarmi inizialmente, col rischio di far allontanare animali muovendomi, o restare.
Decido di restare anche se non sono posizionato dove avrei voluto.

E visto che la mattinata è iniziata male,  non c’è niente in giro, e io nella mia testa avevo deciso che non avrei visto nulla che faccio?
Mi accendo una paglia.

Eh.. non si fa, lo so, ma ero sottovento e mi volevo consolare.
Così mentre fumo la mia paglia, pensando che tanto non lo racconterò mai a nessuno che ogni tanto fumo durante gli appostamenti, succede che davanti a me, a una settantina di metri, sbuca una testa e poi un corpo, inconfondibili! 

Non si è accorto di me fino a che non mi è arrivato davanti, a meno di 10 mt quando ha percepito che c’era qualcosa di “strano”.
Un odore umano e forse di paglia chissà… proveniente da dietro un qualcosa che immagino al lupo potesse sembrare un cespuglio .
Così dopo avermi osservato qualche istante, curioso e stupito, ha realizzato che quell’odore era umano e spaventato si è allontanato da me

E io con le mani che ancora mi tremavano dall’emozione e il cuore a mille, ho avuto l’ennesima conferma che è quasi sempre quando meno te lo aspetti che questi fantasmi ti si materializzano davanti e di come nonostante quello che molti pensano i lupi abbiano molto timore di noi umani.

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