In un momento storico delicato per la conservazione degli habitat e della fauna selvatica, e alla luce delle recenti decisioni per la riduzione dello status di protezione in Europa, l’associazione Io non ho paura del lupo annuncia l’uscita di un saggio che unisce storia, inchiesta e divulgazione scientifica per sfatare miti e pregiudizi sul lupo.
L’associazione Io non ho paura del lupo, da anni impegnata per favorire la conservazione del lupo e la sua coesistenza con le attività umane, annuncia con entusiasmo l’uscita di un libro che affronta il ritorno del lupo in Italia con approccio scientifico, storico e giornalistico. Il volume, pubblicato dalla casa editrice People, sarà disponibile a partire dal 21 marzo 2025 e propone un viaggio tra le sfide e le soluzioni per una coesistenza possibile.
Scritto da Tommaso D’Errico, autore del blog ‘Al ritmo delle stagioni’ e di pubblicazioni sulla vita in montagna, il libro racconta in modo coinvolgente la presenza del lupo in un ecosistema sempre meno “naturale” e al contempo sempre più selvatico, intrecciando storie di lupi alle testimonianze di ricercatori, allevatori, attivisti e di chi ogni giorno sperimenta sul campo una difficile coesistenza.
«L’obiettivo ambizioso che ci siamo posti è stato creare un testo divulgativo, scientificamente accurato ma capace al contempo di emozionare, che fosse fruibile da un pubblico non specialistico interessato ad accrescere la comprensione di un tema complesso e quanto mai attuale» afferma Daniele Ecotti, presidente dell’associazione, sottolineando l’importanza di un’informazione corretta per affrontare in modo costruttivo il dibattito.
«La conservazione delle specie a rischio» continua il presidente, «prima di essere un problema ecologico è una questione sociale: gestire la fauna significa innanzitutto confrontarsi tra esseri umani, in favore di un approccio basato sull’ascolto e sulla collaborazione. È una sfida epocale, che va ben oltre le relazioni che intratteniamo con il regno animale, e il lupo ci offre un’opportunità straordinaria: difendere l’ambiente e insieme l’esistenza delle comunità rurali, reprimendo gli istinti distruttivi che caratterizzano la nostra società per ripristinare un equilibrio — ecologico e culturale — provvidenziale e vantaggioso per tutti».

