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La nostra lettera a Mediaset sui lupi in Val Taro

mercoledì 03 Dicembre 2025

mercoledì 03 Dicembre 2025

Ieri è andato in onda su Dentro la notizia (Canale 5 – Mediaset) un servizio dedicato alla presenza dei lupi in Alta Val Taro. Un tema delicato, che riguarda da vicino la nostra associazione e le comunità locali, e che merita di essere affrontato con serietà ed equilibrio.

Purtroppo, quanto trasmesso nella puntata del 2 dicembre ha presentato una narrazione fortemente allarmistica e priva di un adeguato inquadramento tecnico, contribuendo più a generare paura che a informare correttamente il pubblico. Alla luce di questo, abbiamo ritenuto necessario inviare alla redazione una lettera per richiamare l’importanza di un’informazione responsabile. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della nostra comunicazione.

Gentili redattori,
scriviamo in qualità di Associazione “Io non ho paura del lupo” APS, attiva da anni sul territorio nazionale, per esprimere alcune considerazioni in merito al servizio andato in onda nella puntata del 2 dicembre 2025, relativo alla presenza dei lupi in provincia di Parma e, in particolare, in Alta Val Taro, territorio sede dell’Associazione.
Dall’11 settembre ad oggi, in Alta Valle del Taro (Parma) si sono registrati diversi episodi di predazioni e tentate predazioni ai danni di cani, in alcuni casi anche in presenza di persone. A ciò si aggiungono segnalazioni di sparizioni di cani che, per dinamiche e riscontri raccolti, risultano verosimilmente correlate alla presenza di lupi. La frequenza, la concentrazione e la natura di questi episodi nell’area dei Comuni di Tornolo e Bedonia configurano una situazione eccezionale, non riconducibile al comportamento ordinario della specie.
La nostra Associazione ha documentato sin dall’inizio gli episodi anomali, trasmesso agli enti competenti una relazione tecnica dettagliata e sollecitato in più occasioni un intervento mirato. Nel servizio, da parte dell’amministrazione comunale, è stata evidenziata l’assenza della Regione. Desideriamo rimarcarla a nostra volta: riteniamo grave che, a fronte di una situazione particolare e già documentata con dovizia di dati, non vi sia ancora stata una presenza chiara e una comunicazione pubblica adeguata da parte delle istituzioni regionali.
Proprio perché il quadro è particolare, riteniamo ancora più inaccettabile il taglio complessivo del vostro servizio, costruito in chiave fortemente allarmistica. La scelta di insistere esclusivamente su toni emotivi, senza offrire al pubblico un inquadramento tecnico del fenomeno e senza spiegare in modo chiaro che ci troviamo di fronte a un caso particolare e circoscritto, non contribuisce a fare informazione: contribuisce ad alimentare paure, tensioni e sfiducia. Così impostato, il servizio restituisce un’immagine deformata della realtà locale e del lupo stesso, amplificando l’allarme ben oltre quanto giustificato dai fatti.
La coesistenza tra grandi carnivori e comunità umane è un tema complesso, che richiede equilibrio, conoscenza e responsabilità da parte di tutti, inclusi i mezzi di informazione. Da un programma di approfondimento su una rete nazionale ci aspettiamo che, accanto alle voci dei cittadini che esprimono opinioni legittime, siano coinvolti soggetti con competenze specifiche, in grado di bilanciare i racconti individuali con una lettura fondata sui dati e sull’esperienza sul campo. È anche così che si costruisce un dibattito pubblico maturo, capace di chiedere interventi quando servono senza trasformare ogni criticità in allarme generalizzato. In questo caso, invece, l’assenza di un adeguato contrappeso tecnico ha reso il servizio sbilanciato e, a nostro avviso, oggettivamente fuorviante.
Cogliamo inoltre l’occasione per segnalare formalmente che la maggior parte delle immagini di lupi utilizzate nel servizio, riconoscibili per modalità di ripresa e contesto, risultano essere di proprietà dell’associazione Io non ho paura del lupo APS e sono state riprodotte senza alcuna preventiva autorizzazione e senza citare la fonte.