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Una situazione non più sostenibile: è il grido d’allarme lanciato dall’Associazione Io non ho paura del lupo in seguito alla pubblicazione da parte della Provincia Autonoma di Trento dell’ennesimo comunicato stampa che affronta, a nostro avviso, il tema dei grandi carnivori con un approccio totalmente avulso da qualsiasi contenuto di rilevanza tecnica o scientifica, fomentando un ingiustificato clima di odio e paura che rischia di mettere a repentaglio l’accettazione e la conservazione dell’orso bruno e del lupo su tutta la catena Alpina.

L’associazione Io non ho paura del lupo è sconvolta dal clima esasperato che l’attuale giunta provinciale sta utilizzando in relazione alla presenza di orso e lupo sul territorio della Provincia di Trento.
Giunta che, dopo aver accumulato una consistente serie di fallimenti sul tema dei grandi carnivori continua a gettare benzina sul fuoco, affermando paradossalmente la propria incapacità di gestire “un problema” la cui responsabilità di gestione ricade proprio sui suoi stessi organi amministrativi.
Un approccio che imbarazza, con comunicati che definiscono “senza paura dell’uomo” esemplari di lupo basandosi sulle osservazioni di persone senza alcuna competenza tecnica o scientifica sul tema, dichiarazioni di singoli cittadini che spesso potrebbero non essere in grado di distinguere una volpe da un cane, o peggio ancora intraprendendo azioni in risposta ad opinioni di personaggi appartenenti a categorie che hanno chiari interessi economici nell’eliminazione dei predatori dal territorio.

Con questo ultimo comunicato inoltre si continua a fare leva sulla “paura” di un possibile attacco all’uomo da parte del lupo, evocando antichi timori che fanno facilmente breccia tra i valligiani, persone spesso senza informazioni sul tema dei grandi carnivori, argomento ormai in ostaggio della politica, che a parer nostro non informa, ma talvolta deforma una realtà della quale i cittadini e gli allevatori hanno il diritto di essere informati in maniera trasparente.
Non fa infatti notizia che nell’anno appena trascorso, nonostante l’incremento dei lupi sul territorio provinciale, i danni economici siano calati decisamente rispetto agli scorsi anni, in particolar modo grazie alle iniziative di prevenzione promosse dalla stessa Provincia negli anni passati.

Questo clima isterico non colpisce solo il lupo ma ha tra le sue vittime anche l’orso, dove tra M49, JJ4 ed il probabile M57, colpevole dell’ultimo attacco ai danni di un carabiniere di 24 anni al quale esprimiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione, la situazione è altrettanto bollente.
Già da molti mesi erano trapelate immagini di orsi intenti a cibarsi su cassonetti, facendo chiaramente comprendere come probabilmente non si sia ancora fatto abbastanza per tenere gli orsi lontani dai centri abitati.

La distribuzione di cassonetti a prova di orso attuata dalla Provincia, che ne ha distribuiti circa 200 non è probabilmente ancora sufficiente: i cassonetti anti-orso dovrebbero essere la normalità su tutto il territorio interessato dalla presenza del plantigrado, fuori e dentro i paesi, e proprio questa mattina abbiamo potuto personalmente verificare che mentre nelle aree di raccolta dei rifiuti ai margini dei centri abitati spesso siano correttamente predisposti solo cassonetti anti-orso, addentrandosi nei centri abitati spesso sono ancora in uso cassonetti tradizionali che rischiano di attirare gli animali.

Andalo: contenitori per l’umido con sistema anti-orso
Andalo: contenitori per l’umido privi di sistema anti-orso

Inoltre abbiamo anche verificato che spesso i cassonetti anti-orso non vengono chiusi correttamente dagli utilizzatori dopo il deposito dell’umido, perdendo così la loro funzione principale.
Lasciare cibo disponibile perché i rifiuti non sono gestiti correttamente o peggio ancora perché qualcuno lascia volontariamente residui alimentari per attirare gli animali, sarà l’inevitabile causa dell’avvicinamento di questi ai centri abitati con tutte le conseguenze che questo comporta.

Concludendo, è a nostro avviso fondamentale mettere in atto tutte le buone pratiche per favorire la convivenza con i grandi carnivori incluso un forte impegno di informazione e di educazione ambientale, tasselli fondamentali per evitare che si possano verificare situazioni che favoriscano possibili incidenti con le persone.

Bisogna inoltre attuare un deciso cambio di rotta per restituire una visione reale e corretta di questi grandi predatori, simboli della cultura e della storia Trentina ed Italiana che restano ad oggi in balia degli umori politici.
Richiamiamo quindi ancora una volta la massima attenzione sull’operato politico della Provincia di Trento da parte di tutte le associazioni e dei singoli cittadini che hanno a cuore la convivenza con i grandi carnivori, e richiamiamo anche le istituzioni locali e nazionali come il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, l’ISPRA, il progetto Life WolfAlps, il MUSE di Trento, i comuni del Trentino e tutti coloro che aspirano ad un approccio serio e scientificamente coerente con la biologia di questi affascinanti e controversi animali.

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