L’Associazione Io non ho paura del lupo: «Se un lupo manifesta comportamenti aggressivi verso le persone bisogna intervenire rapidamente, anche con l’abbattimento. Ma un singolo caso non è la rappresentazione del normale comportamento della specie».
Gli episodi avvenuti nelle ultime settimane a Noicattaro, in provincia di Bari, devono essere presi molto seriamente: quando esiste il sospetto che un lupo abbia sviluppato comportamenti confidenti o aggressivi nei confronti delle persone, la sicurezza viene prima di tutto. Ma proprio perché la situazione è seria, è altrettanto importante evitare confusione e disinformazione, e basare le azioni tecniche su informazioni certe e dati verificati.
Su questo punto è importante distinguere due elementi diversi, che nel racconto di questi giorni sono stati spesso sovrapposti: le aggressioni ai bambini e la presenza documentata di uno o più lupi nella zona.
Il 7 agosto la Prefettura di Bari, riferendosi all’episodio del 4 agosto nel quale due minori erano rimasti feriti, parlava ufficialmente di un’aggressione da parte di un animale selvatico». Parallelamente, nell’area di Noicattaro sono state raccolte immagini che documentano la presenza di un animale identificato come lupo e sono state avviate attività di monitoraggio.
Che un lupo sia presente nella zona, però, non significa automaticamente che sia lo stesso animale responsabile delle aggressioni. Sono due questioni distinte: da una parte occorre gestire un lupo che, sulla base delle osservazioni raccolte, sembrerebbe frequentare assiduamente le aree agricole e urbane della zona; dall’altra occorre stabilire attraverso gli accertamenti quale animale abbia effettivamente aggredito le persone e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso individuo.
Il 14 agosto la Regione Puglia ha autorizzato la cattura del lupo avvistato e monitorato nel territorio, sulla base del parere favorevole di ISPRA, la stessa Regione ha però precisato che nell’area sono presenti anche numerosi cani randagi e cani domestici lasciati liberi e che gli esami genetici sono necessari per contribuire a identificare con certezza l’animale coinvolto nelle aggressioni. Ad oggi, 20 agosto 2026, nelle fonti ufficiali pubblicamente disponibili da noi consultate, non risulta ancora pubblicato l’esito definitivo di queste analisi.
In altre parole, la presenza di un lupo a Noicattaro è un fatto documentato; l’attribuzione a quello stesso individuo delle aggressioni segnalate è invece un elemento che, per quanto possibile, deve essere ancora accertato.
Anche il secondo episodio, avvenuto il 15 agosto e nel quale è rimasto ferito un altro bambino, è stato immediatamente attribuito da gran parte dei media al “lupo di Noicattaro”. Ma gli accertamenti sull’identità dell’animale risultano ancora determinanti. Lo stesso vale per i numerosi avvistamenti segnalati successivamente nel Barese.
Non sarebbe la prima volta che in Italia viene documentato un comportamento aggressivo di un lupo nei confronti dell’uomo. ISPRA ha documentato, tra il 2017 e il 2024, sette individui responsabili complessivamente di 19 aggressioni alle persone. Si tratta quindi di eventi possibili, che devono essere gestiti seriamente, ma che rimangono rari e isolati e non rappresentano il comportamento normale di diverse migliaia di lupi presenti nel nostro Paese.
Quando questi comportamenti compaiono è inoltre fondamentale comprenderne le cause. Rifiuti accessibili, cibo lasciato all’esterno, alimentazione volontaria della fauna o altre fonti alimentari legate all’uomo possono contribuire alla perdita della naturale diffidenza. Per questo la gestione deve comprendere anche il controllo e la rimozione di questi attrattivi, il monitoraggio e una corretta informazione della popolazione.
Io non ho paura del lupo APS – Associazione da oltre un decennio impegnata nella conservazione e coesistenza con il lupo in Italia – chiede quindi alle istituzioni la massima rapidità negli interventi, ma anche la massima trasparenza sugli accertamenti.
È importante rendere pubblici, appena disponibili, gli esiti delle analisi genetiche e gli elementi che permettono di stabilire quali episodi siano effettivamente attribuibili a un lupo e se siano riconducibili allo stesso individuo. Serve però maggiore responsabilità anche da parte dell’informazione: in questi giorni ogni nuovo avvistamento rischia di diventare automaticamente quello del “lupo che aggredisce”, anche quando non esistono elementi per identificare l’animale. Questo non aumenta la sicurezza: aumenta soltanto la paura.
La convivenza con il lupo non si costruisce negando i problemi o polarizzando lo scontro, al contrario, significa riconoscere rapidamente i problemi reali e intervenire con decisione quando necessario, senza trasformare il raro comportamento anomalo di un singolo animale in un giudizio su un’intera specie.
A Noicattaro oggi servono interventi celeri, accertamenti altrettanto rapidi e informazioni corrette. Qualsiasi animale, domestico o selvatico che sia, se pericoloso per la sicurezza pubblica va gestito senza esitazioni. Ma proprio per proteggere le persone è necessario distinguere i fatti dalle ipotesi e la sicurezza dalla paura.
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