L’Associazione Io non ho paura del lupo si unisce all’appello lanciato insieme ad altre 75 organizzazioni europee affinché i 27 Stati membri dell’Unione Europea respingano il declassamento del lupo nella legislazione nazionale e ne mantengano il rigoroso status di protezione.
Il voto che verrà espresso da ciascuno Stato rappresenta un’opportunità cruciale per difendere la scienza, la biodiversità e la coerenza delle politiche europee in materia di conservazione, contro un processo di revisione fortemente politicizzato e privo di solide basi scientifiche, promosso dalla leadership della Commissione europea.
La proposta di declassamento è attualmente all’esame della Corte di giustizia dell’UE: modificare ora la normativa nazionale significherebbe agire in maniera affrettata e irresponsabile. Ricordiamo che, anche se approvata a livello europeo, la modifica non è vincolante: gli Stati membri avranno tempo fino a gennaio 2027 per decidere se recepirla o rigettarla. Il nostro auspicio è che il Governo italiano scelga la via della responsabilità e della tutela, rifiutando con fermezza il declassamento.
Il lupo in Italia è ancora oggi vittima di una persecuzione diffusa e brutale: fucilate, trappole e veleni sono purtroppo all’ordine del giorno. Un declassamento legislativo rischia di essere interpretato come un via libera alla violenza, in un contesto già segnato da un grave fenomeno di bracconaggio, spesso tollerato o ignorato.
Inoltre, la Costituzione italiana, all’articolo 9, impegna la Repubblica a tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, “anche nell’interesse delle future generazioni”. È un principio fondante, che chiama ciascun decisore politico a rispondere non solo all’oggi, ma al domani. La protezione del lupo non è un favore concesso alla natura, ma un dovere costituzionale e morale.
La conservazione del lupo è una questione ambientale, culturale e scientifica, non uno slogan elettorale. È tempo di dimostrarlo con scelte chiare e concrete.

