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Lupi uccisi e clima di odio: Io non ho paura del lupo scrive al Presidente della Repubblica

giovedì 23 Aprile 2026

Io non ho paura del lupo APS ha inviato oggi una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un intervento autorevole di fronte ai recenti e gravissimi episodi di uccisione di lupi registrati in diverse aree del Paese.

Negli ultimi giorni, in Abruzzo — all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — oltre quindici lupi sono morti o risultano coinvolti in un possibile episodio di avvelenamento di vaste proporzioni. In Toscana, altri esemplari sono stati uccisi e appesi in luoghi pubblici, in una messa in scena deliberatamente intimidatoria.

Secondo l’associazione, questi fatti non possono essere letti come episodi isolati, ma rappresentano “un segnale allarmante di deterioramento del rapporto tra una parte del Paese e il proprio patrimonio naturale”. “Non siamo di fronte soltanto a singoli atti criminali, pur gravissimi — si legge nella lettera — ma a un clima sempre più avvelenato, in cui la fauna selvatica viene trasformata in bersaglio e strumento di propaganda”.

L’associazione sottolinea come negli ultimi anni il bracconaggio continui a rappresentare un fenomeno diffuso e in larga parte sommerso, spesso caratterizzato da metodi estremamente cruenti come l’uso di veleni, trappole e armi da fuoco.

In questo contesto, viene evidenziato anche il ruolo del recente recepimento del declassamento del livello di tutela del lupo a livello europeo, che — pur non implicando automaticamente abbattimenti — “potrebbe aver contribuito ad alimentare confusione e ad abbassare la percezione della necessità di tutela, legittimando in alcuni contesti atteggiamenti ostili e comportamenti illegali”.

Io non ho paura del lupo APS, attiva da oltre dieci anni sul territorio nazionale con attività di informazione, prevenzione e supporto alle comunità locali, comunica di stare predisponendo le necessarie denunce in relazione ai casi recenti.

“Distruggere la fauna selvatica — prosegue la lettera — significa consumare il futuro del nostro Paese. Non riguarda solo alcune specie o territori periferici: riguarda la qualità civile dell’Italia e il rispetto della legge”.

Nel rivolgersi al Presidente della Repubblica, l’associazione chiede un segnale chiaro: riaffermare che la violenza contro la fauna selvatica e il patrimonio naturale non può essere normalizzata né utilizzata come terreno di scontro politico.

“La tutela della natura — conclude l’associazione — non è un ostacolo allo sviluppo, ma un dovere costituzionale, civico e culturale”.