Il 2025 è stato per Io non ho paura del lupo un anno di consolidamento e di preparazione. Un periodo in cui l’Associazione ha continuato a crescere, rafforzando il proprio lavoro sul campo, le attività di divulgazione e il dialogo con i territori in cui il ritorno del lupo è ormai una realtà.
Il nuovo Report annuale 2025 racconta questo percorso: i progetti portati avanti, le iniziative realizzate e le sfide affrontate nel corso dell’anno. Allo stesso tempo rappresenta anche un momento di passaggio verso questo 2026, il nostro decimo anniversario. Un traguardo importante che invita a guardare al cammino compiuto e alle responsabilità che attendono il lavoro di conservazione nei prossimi anni.
Negli ultimi decenni il contesto in cui operiamo è cambiato profondamente. Il ritorno naturale del lupo in molte aree d’Italia e d’Europa ha riportato al centro del dibattito il tema della convivenza tra attività umane e grandi carnivori. Una questione complessa che riguarda non solo la tutela della biodiversità, ma anche la dimensione sociale, culturale ed economica dei territori rurali e montani.
In questo scenario il nostro impegno è rimasto lo stesso: contribuire a costruire conoscenza, favorire il confronto tra punti di vista diversi e promuovere strumenti concreti per ridurre i conflitti. La presenza del lupo può generare preoccupazioni e tensioni reali, soprattutto nelle aree dove l’allevamento rappresenta una componente importante dell’economia locale. Ignorare queste difficoltà sarebbe un errore. Per questo lavoriamo affinché prevenzione, informazione e dialogo diventino parte integrante delle politiche di gestione della fauna selvatica.
L’educazione continua a rappresentare uno dei pilastri del nostro lavoro. Attraverso incontri nelle scuole, eventi divulgativi e attività di formazione, cerchiamo di offrire strumenti di comprensione della biodiversità alle nuove generazioni e alle comunità locali. Allo stesso tempo, con iniziative come il Fondo Coesistenza e le attività dedicate alla prevenzione, sosteniamo concretamente chi vive e lavora nei territori dove il ritorno del lupo è ormai una presenza stabile.
Il Report 2025 restituisce l’immagine di un’Associazione che continua a crescere grazie alla passione di volontari, sostenitori e partner che in questi anni hanno scelto di camminare insieme a noi.
Guardando al decennale che ci attende nel 2026, la sfida non è soltanto quella di difendere i risultati raggiunti, ma di continuare a immaginare il futuro: un futuro in cui la conservazione della natura passi sempre più dalla costruzione di conoscenza, dal dialogo e da strumenti efficaci di convivenza tra esseri umani e fauna selvatica.
Dieci anni fa siamo nati con un’idea semplice ma ambiziosa: dimostrare che parlare di lupo significa, prima di tutto, parlare del rapporto tra le persone e la natura. Oggi, mentre ci avviciniamo a questo traguardo, siamo ancora più convinti che il futuro della conservazione passi proprio da qui.
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Foto in apertura di Gianluca Damiani

