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Il nostro paese, come gran parte d’Europa, è caratterizzato da paesaggi antropizzati intersecati da molte vie di comunicazione e disseminati da numerosi insediamenti umani, dalle città ai paesi, fino ai piccoli borghi e alle piccolissime frazioni ai margini di un bosco.
Per tutta la fauna selvatica che vive nel nostro continente è fondamentale adattarsi alla nostra presenza, alle nostre strade, ai mezzi di trasporto e a tutte le attività umane con cui essa può venire a contatto.

Generalmente la maggior parte degli animali selvatici cerca di evitare incontri diretti con gli esseri umani, ma non può evitare tutte le opere umane che fanno parte dell’ambiente in cui vive.

Così, anche per i lupi, è inevitabile frequentare occasionalmente aree limitrofe o interne ai centri abitati che sono compresi sempre più spesso all’interno dei suoi areali, o spostarsi in vista di edifici e strade durante le ore diurne e notturne, così come è ancora più frequente per questi animali osservarci a bordo di un veicolo, anche a distanza ridotta.

Ci sono però alcune situazioni, per fortuna ancora rare e che speriamo restino tali, dove si sono manifestati dei comportamenti anomali da parte di alcuni lupi, come nei recenti casi del lupo di Otranto o di quella di Potenza, fino al caso di Arvier.

Oggi è diventato sempre più importante avere gli strumenti per potere interpretare i comportamenti del lupo e saper distinguere quando essi siano riconducibili ad un comportamento normale per la specie rispetto a quando invece siano da ricondurre ad un lupo “confidente” anche detto “bold wolf“.

Per questo crediamo sia importante condividere questo documento sviluppato dalla Large Carnivore Initiative for Europeun gruppo di specialisti della Commissione Internazionale per la Conservazione della Natura IUCNche analizza, in una scala progressiva, quelli che possono essere i comportamenti di un lupo: da quelli che rientrano nella normalità della specie fino a quelli più gravi, che possono mettere a rischio la sicurezza dell’uomo.
Il documento offre non solo un’analisi dei possibili comportamenti del lupo, ma anche dei consigli gestionali rivolti agli enti e alle amministrazioni europee per affrontare eventuali episodi problematici.

Valutazione del comportamento del lupo e valutazione del rischio che può comportare per la sicurezza umana, con raccomandazioni d’intervento.

Comportamento
del lupo

Valutazione
del rischio

Raccomandazione d’intervento

Il lupo passa vicino agli insediamenti (umani) al buio.

Non pericoloso

Non sono necessarie azioni.

Il lupo si muove di giorno a distanza d’avvistamento da insediamenti e case sparse.

Non pericoloso

Non sono necessarie azioni.

Il lupo non scappa immediatamente quando vede i veicoli o gli esseri umani. Si ferma e osserva.

Non pericoloso

Non sono necessarie azioni.

Il lupo è avvistato per diversi giorni a meno di 30 m da case abitate (eventi multipli per un periodo di tempo più lungo).

Richiede attenzione.

Possibile problema di forte abituazione o condizionamento positivo

Analizzare la situazione.
Cercare eventuali elementi attrattivi e rimuoverli se trovati.
Considerare la dissuasione.

Il lupo consente ripetutamente alle persone di avvicinarsi ad una distanza inferiore a 30 m.

Richiede attenzione.

Indica una forte abituazione.
Possibile problema di condizionamento positivo

Analizzare la situazione. Considerare la dissuasione.

Il lupo si avvicina ripetutamente alle persone ad una distanza inferiore a 30 m.
Sembra essere interessato alle persone.

Richiede attenzione, situazione critica.

Il condizionamento positivo e una forte abituazione possono portare a un comportamento confidente sempre maggiore.
Rischio di incidenti/lesioni.

Analizzare la situazione. Considerare la dissuasione.

Il lupo attacca o ferisce un essere umano senza essere stato provocato.

Pericoloso

Rimozione del lupo.

La precedente tabella è stata realizzata da Large Carnivors Intiative Europe, un gruppo di specialisti della Commissione Internazionale per la Conservazione della Natura IUCN ed è un documento a sostegno degli interventi di gestione disponibile qui. Il riadattamento grafico qui pubblicato è disponibile come download in formato PDF al seguente link.

Ma com’è possibile per un lupo diventare “confidente”
e perdere il suo innato timore per l’uomo?

Le cause possono essere diverse, ma questi comportamenti anomali, da quello che offre oggi la poca bibliografia sul tema ed in base alle esperienze osservate nel nostro paese, sono spesso causati dalla disponibilità di cibo di origine umana facilmente accessibile ai lupi: scarti alimentari, cattiva gestione degli animali domestici e delle letamaie, rifiuti, alimenti lasciati fuori per i pet e anche il foraggiamento volontario possono alterare il comportamento di questo intelligente canide che può, in breve tempo, associare la disponibilità di cibo alla presenza dell’uomo e alle strutture umane, perdendo così la sua naturale diffidenza verso il nostro mondo, varcando in maniera irreparabile quella linea di confine che fa di un lupo “normale” un lupo “confidente”.

Per questo è necessario ribadire ancora una volta come nessun selvatico debba essere alimentato per nessuna ragione, neppure dove esso possa apparire in evidente difficoltà, a maggior ragione un grande predatore.

Alimentare un lupo è il modo più veloce ed irresponsabile per far si che esso debba essere poi rimosso a causa dei comportamenti alterati; dobbiamo esserne consci e comprendere come, da questo punto di vista, rientri nelle nostre responsabilità assicurare a questi animali selvatici la possibilità di rimanere “wild” non avvicinandosi al nostro mondo.

Non solo la disponibilità di cibo può però contribuire ad alterare il comportamento di un lupo: molti altri elementi possono ridurre la sua paura innata verso di noi, uno tra tutti l’abituazione dei cuccioli durante i primi mesi di vita alla presenza dell’uomo.
Questo può accadere in diversi contesti, come nel caso di un’eccessiva frequentazione e ad un basso mantenimento delle distanze di riguardo nelle aree di rendez-vous da parte di presunti fotografi naturalisti alla ricerca dello scatto perfetto, così come può accadere anche in maniera involontaria, specie là dove i lupi decidano di stabilire il proprio rendez-vous, l’area dove vengono custoditi i cuccioli nei primi mesi di vita, nei pressi di un centro abitato o di un’area densamente popolata.

Altre volte ancora si è osservato, anche se raramente, lupi apparentemente “selvatici” decisamente confidenti, salvo poi scoprire che si trattava di veri lupi detenuti illegalmente da privati, magari fin da cuccioli, e successivamente liberati in natura quando ormai erano diventati dei cagnoni un po troppo esuberanti da tenere in giardino.

Ma dobbiamo avere paura dei lupi vicino alle case?

Dalla sola lettura dei titoli di molti giornali, ogni giorno leggiamo di lupi che si spingono nei pressi dei paesi generando in chi abita questi luoghi dubbi e insicurezze, favorendo il principio secondo il quale questi animali non hanno più paura di noi ed «i prossimi ad essere mangiati saranno i nostri bambini».
Per fortuna nulla di tutto questo corrisponde alla realtà, e come abbiamo visto, la presenza di lupi nei pressi dei centri abitati, specie se localizzati nei pressi di aree boscose o naturali, è oggi piuttosto normale, così come rientra nella normalità la possibilità di trovare al mattino un capriolo “sbranato” a pochi metri dalla nostra casa in montagna o in qualsiasi altra zona dove siano presenti il lupo e le sue prede, inclusa la Pianura Padana; questo non significa che i lupi non hanno paura di noi, ma va interpretato nel senso opposto:

il lupo ci teme e sa bene che la notte è il momento di agire, proprio quando noi dormiamo e può avvicinarsi alle nostre abitazioni, proprio come fanno le sue prede.

Viceversa, uno o più lupi che stazionano o sono presenti in maniera reiterata nei pressi di un centro abitato rappresentano un discorso diverso: come abbiamo visto nella tabella precedente, a quel punto, bisognerà intervenire e comprendere i motivi dietro questi comportamenti anomali.
Dal canto nostro la cosa migliore che possiamo fare per non avere lupi o altri selvatici in giro nel nostro cortile è non dare loro motivi validi per avvicinarsi alla nostra stalla, alla nostra casa, alla nostra letamia, gestendo in maniera corretta i nostri animali domestici, lo smaltimento dei rifiuti e le possibili fonti di cibo.

Ma è vero che i lupi “ibridi” sono più confidenti verso l’uomo e per questo motivo rappresentano un problema?

Anche quella del «sono ibridi, non hanno paura» è una bufala che spesso leggiamo sui giornali, nella strumentalizzazione di un tema complesso come quello dell’ibridazione.
Ad oggi non esistono riscontri scientifici di alcun tipo per asserire che un lupo che nel suo DNA abbia geni canini in una determinata quantità sia più o meno confidente nei confronti dell’uomo.
Il lupo è un animale culturale: le caratteristiche comportamentali dei cuccioli sono apprese ed acquisite grazie agli insegnamenti ed esempi dati dagli adulti: anche la diffidenza e la paura nei confronti dell’uomo, così come le strategie di caccia, la preferenza delle specie preda, il riconoscimento di possibili pericoli, i percorsi e luoghi sicuri in cui muoversi e riposare sono aspetti in gran parte appresi per trasmissione culturale.
Semplificando, il lupo “impara” ad avere paura dell’uomo, e non saranno quindi eventuali geni canini presenti nel suo DNA a renderlo più o meno confidente con noi. (Per approfondire il tema dell’ibridazione vi invitiamo a leggere questo articolo).

Ma nel prossimo futuro dovremmo considerare normale avere lupi in contesti molto antropizzati, come nei pressi delle grandi città?

Si tratta di una domanda lecita, e come associazione molto spesso ci siamo ritrovati a parlare di questo tema, per comprendere davvero se la nostra società si possa permettere di avere dei super-predatori ai margini delle nostre grandi città, o se la presenza del lupo debba essere in qualche modo relegata a contesti più “vocati” alla specie.

Sicuramente non esiste una risposta semplice ad un tema così complesso che coinvolge molteplici aspetti, quello che però ci sentiamo di dire è che il fenomeno dei lupi ai margini delle grandi città o talvolta all’interno di esse, è un qualcosa che richiede la massima attenzione poichè è proprio in questi contesti che aumenta la possibilità di abituazione nei nostri confronti. 

Ad oggi non ci è dato sapere se, in un “futuro perfetto”, dove tutti i motivi che portano i lupi ad avvicinarsi ad un centro abitato saranno eliminati, questi smetteranno di frequentare queste aree.

Possiamo però ipotizzare che, a causa della possibile saturazione di molti areali montani, essi continueranno a frequentare i margini delle città, considerato anche che spesso in questi contesti sono presenti le sue prede naturali come caprioli o cinghiali.
Inoltre la futura presenza di lupi in queste aree sarà connessa al grado di accettazione che gli abitanti delle città dimostreranno nei confronti di questi predatori.

Concludendo, non ci stancheremo mai di ripetere come la coesistenza con i selvatici sia un tema che ci coinvolge tutti, ad ogni livello della società, e che oggi più che mai è necessario non solo fare buona informazione su questi temi, ma immaginare il prossimo futuro dove questi animali saranno sempre più vicini a noi.
Dobbiamo fare di tutto affinchè questa convivenza sia possibile, ma dobbiamo essere pronti anche ad accettare compromessi ed interventi eccezionali che possano garantire la sicurezza di tutti, uomini e animali.
È quindi nostro dovere fare il possibile affinchè i lupi possano vivere nel loro mondo senza che i nostri comportamenti interferiscano con il loro, alterando spesso in maniera irreparabile abitudini e comportamenti che possono tranciare la sottile linea tra la vita dell’uomo e quella di questi animali selvatici.

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