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Trentino: basta allarmismi e paure infondate sui lupi

giovedì 17 Luglio 2025

giovedì 17 Luglio 2025

L’Associazione Io non ho paura del lupo e il WWF Trentino-Alto Adige esprimono sconcerto e indignazione per l’ennesimo attacco infondato da parte dell’Associazione per la Tutela della Vita Rurale, riportato oggi sull’Adige. In una lettera inviata alla Provincia, questa associazione torna a demonizzare la presenza del lupo in Trentino, basandosi su dati discutibili, mai verificati seriamente, e su episodi decontestualizzati, risalenti addirittura a più di un secolo fa.

Parlare oggi di “pericolosità crescente” del lupo citando aggressioni avvenute prima della Seconda guerra mondiale è un’operazione tanto grave quanto ridicola. Non esistono evidenze che indichino un aumento del rischio per le persone né testimonianze concrete di una reale minaccia alla sicurezza pubblica. Sebbene anche in Italia si siano verificati alcuni rari episodi di aggressione all’uomo, in contesti diversi e con cause talvolta riconducibili a esemplari precedentemente detenuti illegalmente dall’uomo o alimentati intenzionalmente, questi fatti non giustificano in alcun modo l’allarmismo diffuso. Il lupo non è un peluche innocuo da fiaba, ma neppure un pericolo crescente. È un animale selvatico e come tale va trattato con rispetto e responsabilità, mantenendo la giusta distanza. L’approccio ideologico di chi ancora oggi contrappone “Cappuccetto rosso e il lupo cattivo” alla realtà rischia di creare danni enormi. I lupi, come ogni animale selvatico, vanno conosciuti e gestiti con competenza. Sono di norma schivi, riservati e continuano ad avere comportamenti prettamente elusivi. Nel frattempo, ci permettiamo di ricordare all’Associazione che gli animali “domestici” simbolo della vita rurale, come i bovini, o gli stessi cani domestici, i migliori amici dell’uomo, sono responsabili ogni anno in Italia di diversi ferimenti e persino di decessi, come purtroppo è successo anche di recente. La crociata contro il lupo, condotta da chi non ha alcuna competenza scientifica o autorità in materia, è offensiva anche nei confronti di chi in Trentino lavora sul campo con rigore e professionalità. Una realtà complessa, che richiede studio, esperienza, conoscenza del territorio, non chiacchiere da bar. È inaccettabile che si continui a usare la paura come strumento mediatico, arrivando a chiedere alla Provincia persino tamponi per il DNA su “presunti” attacchi da lupo, alimentando un clima surreale, lontano dalla realtà. Il lupo è un animale selvatico, fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, tutelato da normative europee e nazionali. È già stato colpito da un declassamento inaccettabile in sede UE, ed è vittima di un bracconaggio crescente fatto di piombo e veleno. Ora deve pure difendersi da chi alimenta una narrazione ideologica da caccia alle streghe. Come Associazioni che operano concretamente sul territorio, non resteremo più in silenzio davanti a questi attacchi infondati. Continueremo a difendere il diritto dei cittadini a essere correttamente informati con il progetto “Conoscere il lupo” che da tempo portiamo nei comuni del Trentino. Lo faremo supportando allevatori e comunità locali, con progetti concreti e soluzioni reali di coesistenza, lontano dalle polemiche sterili e dalle invettive da salotto.

Questo dovrebbe essere il compito di chi ama davvero la montagna e il mondo rurale ed è il ruolo che abbiamo scelto: lavorare con chi il territorio lo vive ogni giorno e stare al fianco delle comunità per affrontare insieme le sfide che ci troviamo davanti.