Il naturale ritorno del lupo sul territorio Italiano non è purtroppo immune da problemi, in quanto, a causa delle predazioni sugli animali d’allevamento, esso genera un forte conflitto sociale che ne mette a rischio la conservazione.
Non passa giorno in cui sui media, specialmente quelli delle piccole realtà locali, non siano presenti attacchi diretti alla presenza del lupo che inneggiano all’uccisone e alla rimozione della specie.

In questo contesto la nostra associazione, attiva fin dalla sua fondazione per favorire l’accettazione del grande predatore attraverso attività di mitigazione del conflitto uomo-lupo, ha compreso l’importanza di coinvolgere in prima persona chi con il lupo convive ogni giorno attraverso la propria professione.
Per rispondere alle crescenti problematiche dei piccoli allevatori in un settore in profonda crisi ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare noi per aiutare queste piccole realtà allo scopo di far loro comprendere come il lupo e i suoi sostenitori, possano essere una risorsa concreta anche per chi ha sempre visto nel grande carnivoro un nemico.
Abbiamo così analizzato le problematiche principali di questi piccoli allevatori cercando un elemento che potesse fare da ponte e le abbiamo trovate in una delle materie prime più antiche del mondo: la lana.
Questa è oggi considerata soprattutto un costo per l’allevatore: il ricavo medio della vendita dei velli di razza non selezionata è di circa € 0,50 al chilogrammo, cifra che non ripaga nemmeno i costi di tosatura necessari per la cura dell’animale.
Se la lana non viene ritirata presso l’allevamento, deve essere smaltita come rifiuto speciale con forti oneri economici e di gestione per l’allevatore.
Un recente studio dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale intitolato “Filare, tessere, colorare, creare. Storie di sostenibilità, passione ed eccellenza” stima che ogni anno circa 9 mila tonnellate di lana appena tosata finiscono in discarica.

Nasce così “Wool for the Wolf – La lana per il lupo”, un ponte diretto che unisce il mondo del volontariato a quello della pastorizia sostenibile, in un immaginario filo di lana che collega due mondi apparentemente così diversi, ma uniti dalla comunione d’intenti: favorire la conservazione del lupo nel nostro paese, di pari passo con la continuità delle attività d’allevamento sostenibile.
L’azione principale del progetto consiste nel recuperare la lana delle tosature direttamente da alcuni piccoli allevatori liberandoli dall’onere economico di dover smaltire questa preziosa materia prima.
Per svolgere questa azione di recupero la nostra associazione, oltre ai propri volontari, ha collaborato con una piccola comunità locale di donne radicata nel territorio dell’alta Valle del fiume Taro, in Appennino Settentrionale, che già da alcuni anni sta promuovendo il recupero della lana sotto il nome di “Lana di Montagna Alta Val Taro”, puntando su una lavorazione manuale, libera da agenti chimici in una piena sostenibilità ambientale.
Grazie alla loro esperienza abbiamo selezionato alcuni piccoli allevatori che si distinguono per un approccio sostenibile all’allevamento e che spesso hanno tra i loro animali pecore di razze in via d’estinzione che meritano un particolare riguardo.
Una volta recuperata, la lana a disposizione di “Io non ho paura del lupo”, è stata lavorata al fine di creare un prodotto adatto all’utilizzo in forma di matasse o feltro e poi utilizzata per la creazione di “CapCol” uno scaldacollo personalizzato utilizzabile anche come cappello, la cui vendita insieme alle matasse servirà a finanziare l’acquisto di mezzi di protezione come reti elettrificate, segnaletica per cani da guardiania, brochure informative e tutto quanto possa servire a ridurre il conflitto tra lupo e attività zootecniche da fornire gratuitamente agli allevatori che ne avranno bisogno.

 

Sostieni subito acquistando i prodotti di “Wool for the Wolf – La lana per il lupo” sarai parte attiva per la salvaguardia del lupo in Italia

“CapCol” metà scaldacollo, metà cappello

Scaldacollo utilizzabile anche come cappello realizzato in lana di pecora recuperata da allevatori della Val Taro (Parma) e realizzato a mano per Io non ho paura del lupo dal piccolo gruppo di donne “Lana di Montagna Alta Val Taro.
Fornito di flag personalizzata e laccetto regolabile, disponibile in due colori.

I proventi dalla vendita di questo prodotto saranno utilizzati per l’acquisto di mezzi di prevenzione/convivenza con il lupo che doneremo ad allevatori e pastori.

Cosa riceverai?
Confezione regalo in sacchetto di cotone, materiale informativo e “CapCol” del colore scelto.
Il prezzo include la spedizione.
Edizione limitata, pochi pezzi disponibili, in vendita fino al 31 Dicembre o fino ad esaurimento.

MOMENTANEAMENTE ESAURITO

Siamo a lavoro per far ritornare il “CapCol” nuovamente disponibile il prima possibile
Iscriviti alla nostra newsletter (in fondo in questa pagina) per sapere in anteprima quando tornerà disponibile.

“La Lana del lupo” 140/150g confez. regalo

Una matassa di circa 140/150 grammi di lana di pecora recuperata da allevatori della Val Taro (Parma) e filata a mano per Io non ho paura del lupo dal piccolo gruppo di donne “Lana di Montagna Alta Val Taro.

I proventi dalla vendita di questo prodotto saranno utilizzati per l’acquisto di mezzi di prevenzione/convivenza con il lupo che doneremo ad allevatori e pastori.

Cosa riceverai?
Confezione regalo in sacchetto di cotone, materiale informativo e matassa da 100G di lana filata da lavorare con ferri n.6.
Il prezzo include la spedizione.
Edizione limitata, pochi pezzi disponibili, in vendita fino al 31 Dicembre o fino ad esaurimento.


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