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Negli ultimi mesi si parla sempre più di sciacallo dorato, per questo abbiamo pensato che fosse importante condividere con voi alcune informazioni di base per conoscere questa “nuova” presenza.

Lo sciacallo dorato è un Meso Carnivoro che negli ultimi anni sta espandendo naturalmente il suo areale di distribuzione in luoghi che non avevano mai conosciuto la sua presenza precedentemente.
Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è una delle 4 specie di sciacalli presenti al mondo. In Italia è diffusa la sottospecie moreoticus di maggiori dimensioni.

Lo sciacallo ha un aspetto e dimensioni intermedie tra il lupo e la volpe, e con quest’ultima viene spesso confuso.
Il peso in età adulta si aggira tra gli 11-15kg per un’altezza al garrese di 45-55cm.
Il colore del suo pelo varia nel corso delle stagioni, passando dal fulvo rossastro in inverno al marrone dorato in estate.
Il dorso tende ad essere più scuro rispetto al ventre e agli arti che sono di colori più tenui.

Ci sono delle caratteristiche peculiari nella colorazione del mantello che possono essere utili per distinguerlo dalla volpe, in particolare la presenza della macchia gulare e del collare formati da fasce di pelo più chiaro nella zona del collo.
La coda notevolmente più corta rispetto alla volpe, è nerastra e non tocca mai a terra.
Altre caratteristiche cromatiche che ci permettono di distinguerlo dalla volpe sono le zampe e le orecchie di colore chiaro ed uniforme, che nella volpe tendono invece al bruno.
Nello sciacallo come nel lupo possono essere presenti delle bandature nere sulle zampe.

Lo sciacallo dorato è un animale sociale che vive in branchi territoriali. Il branco è formato in media da 4-6 individui e comprende la coppia riproduttiva monogama, i figli dell’anno prima della dispersione e gli eventuali helper o balia.
L’home range del branco si estende da 0,5km2 a 20km2, in Italia la dimensione media è di 5km2.
Il processo di dispersione dello sciacallo è simile a quello del lupo, le distanze percorse sono di diverse centinaia di km.
Lo sciacallo seppur essendo un Carnivoro, è un animale molto plastico ed opportunista.

Si adatta a tantissime fonti alimentari sia animali sia vegetali, ciò gli permette di vivere in contesti ambientali tra loro anche molto diversi. Vive sulle spiagge greche in cui si nutre di tartarughe e molluschi, fino ad ambienti alpini intorno ai 1900m dove preda micromammiferi (topi, arvicole, ratti) ed ambientali agricoli dove si nutre di colture agrarie (mais).

I fattori che hanno contribuito all’espansione di areale di questa specie sono molti.
Il processo di dispersione, insieme alla sua forte adattabilità, un contesto ambientale favorevole, la protezione legale e l’assenza del lupo dal territorio europeo che è uno dei suoi principali competitori, hanno consentito allo sciacallo di riprodursi ed espandersi da alcuni nuclei residui in est Europa a partire dagli anni 60’ del secolo scorso.
È arrivato in Italia nella metà degli anni 80’ per stabilirsi inizialmente in F.V.G e Veneto per poi espandersi gradualmente verso nord e ovest Italia.

Il suo recente arrivo in Emilia Romagna e l’identificazione di due nuovi nuclei riproduttivi nei pressi di Parma e in Trentino aprono dei nuovi scenari sull’espansione e conservazione della specie i cui individui stimati in Italia sono circa un centinaio.
Sarà sicuramente interessate anche poter osservare le dinamiche di interazione tra sciacallo e lupo, che è il principale competitore per questo Medio Carnivoro.

Foto di Yannick Fanin in Romania.

In collaborazione con Esplora Carso – esperienze nella natura del F.V.G